Dalla prima bomba atomica a una possibile catastrofe planetaria: fra storia e fantascienza


Protagonisti di questo singolare e affascinante romanzo di Robert J. Sawyer (uno dei maggiori scrittori canadesi di fantascienza, vincitore di numerosi premi letterari in America, Europa e Giappone e tradotto in una quindicina di lingue), sono il grande fisico Robert Oppenheimer e gli scienziati del progetto Manhattan (1942-1945). La trama prende avvio dalla complessa vicenda della ideazione e realizzazione della prima bomba atomica, seguendo i non facili rapporti fra uomini di scienza e vertici politici e militari statunitensi e - all’interno del gruppo di scienziati – fra personaggi molto diversi fra loro per carattere, visione del mondo, origine. “Enrico Fermi, che credeva che l’universo brulicasse di vita intelligente, aveva esortato Leo (1) a spiegare l’assenza di tali visitatori intelligenti che Enrico chiamava “marziani”. E Leo aveva risposto scherzando: «Oh, noi siamo già qui… ma ci chiamiamo ungheresi».” (p. 19)

Al centro del romanzo è, come già indica lo stesso titolo, la figura di Oppenheimer: Robert J. Sawyer ne coglie il complesso intreccio di genialità scientifica, ampiezza di orizzonti culturali, impegno etico e ricchezza umana, tratteggiandone con finezza psicologica anche le spigolosità di carattere (2), le tormentate relazioni affettive e i difficili rapporti familiari. La narrazione è fondata su una precisa documentazione storico/scientifica e nella bibliografia alla fine del volume l’autore elenca i centotrentadue libri su cui si è basato (3) e indica i siti web dei quali “per scrivere questo romanzo è stata indispensabile la consultazione” (p. 440). Inoltre “grazie a memorie pubblicate dei protagonisti, trascrizioni ufficiali, registrazioni illegali eccetera, anche alcuni dialoghi di questo romanzo corrispondono a quelli realmente avvenuti” (p. 6). Seguiamo così il protagonista in momenti chiave della sua vita (con indicazione cronologiche – da 1936 a 1967 - poste all’inizio di alcuni capitoli) e in particolare nei tre anni che vanno dalla riluttante accettazione della direzione del progetto Manhattan (agosto 1942) al trauma morale della bomba su Hiroshima (4) dell’agosto 1945 (pp. 19-127), negli anni Cinquanta della persecuzione maccartista contro scienziati e intellettuali sospettati di simpatie “comuniste” (pp. 305-344), nel 1967 suo ultimo (almeno apparentemente, come vedrà chi leggerà il romanzo fino alla fine...) anno di vita (pp. 401-432).

Ci si potrebbe chiedere a questo punto che cosa un “romanzo storico” abbia a che fare con la fantascienza e perché la traduzione italiana sia stata pubblicata nell’ultimo numero (agosto 2022, Urania Jumbo n. 34) della più antica collana editoriale specializzata in quel genere.

Il punto di intersezione tra storia e fantascienza è una sconvolgente scoperta a cui Robert Oppenheimer, Edward Teller, Hans Bethe, Leo Szilard e altri brillanti fisici sarebbero giunti – in modo tipicamente serendipico (5) - nel loro studio dei processi di fissione e fusione nucleare condotto nell’ambito del progetto Manhattan. Non toglieremo qui al lettore il gusto di scoprire da sé di che cosa si tratta: basti dire che per ampia parte della seconda metà del romanzo il riferimento a vicende storiche si intreccia con l’invenzione ucronica. Vediamo così Albert Einstein, Kurt Gödel, John von Neumann, Robert Oppenheimer e altre fra le più brillanti menti scientifiche dell’Institute for Advanced Study di Princeton (per la cui storia reale si può rinviare al sito ufficiale https://www.ias.edu/about/mission-history) impegnarsi in un quasi disperato tentativo di prevenire gli effetti di una catastrofe planetaria che – originata da processi fisici all’interno del sole – avrebbe potuto (o potrebbe?) colpire l’umanità attorno al 2030.

La prima edizione in lingua inglese (2020) di The Oppenheimer Alternative ha ottenuto recensioni giustamente elogiative: se ne riportano qui alcuni estratti, rinviando – per una più ampia rassegna – alla pagina https://sfwriter.com/reoa.htm :

  • “Aside from the touching human drama, this novel is an exploration of the role of science in history and public affairs” (6) (Paul Di Filippo)

  • “The ending is fabulous, and makes you believe that humanity does indeed have the power to solve problems that seem out of reach” (7) (Joe Karpierz)

  • “Quite possibly the best novel Sawyer has ever written and definitely one of the best novels I've ever read" (8) (Michael A. Burstein)

  • “Mo-nu-men-tal! […] Je sors sidéré par la qualité, l’audace et la façon dont genres et sous-genres ont été habilement mélangés [...] Si vous vous intéressez à l’histoire de la création puis du contrôle des armes atomiques, à celle des grands physiciens du XXe siècle, à certains des grands thèmes sociaux des années trente à soixante, et que vous souhaitez voir un mélange de roman historique, de SF et d’uchronie de très haute volée, ne manquez pas ce roman” (9) (Apophis)

Un apprezzamento va rivolto anche all'eccellente traduzione italiana, affidata allo scrittore Nicola Fantini, autore di fantascienza il cui valore è stato riconosciuto fin dal romanzo d’esordio La variabile Berkeley (Nord 1995, vincitore del Concorso Letterario Cosmo) e tra la cui produzione narrativa degli ultimi anni ricordiamo qui La setta delle catacombe (Barbera 2008), Il mio nome è Lemuel (in Strani mondi, Mondadori-Urania 2019), Nella serra (in Primo contatto, Mondadori-Urania 2022) e - con Laura Pariani - Nostra Signora degli scorpioni (Sellerio 2014),  La macchina tigre (Pelledoca Editore 2018), Arrivederci, signor Čajkovskij (Sellerio 2019), Gli incanti dell’isola (Interlinea 2022).

a.m.

[Robert J. Sawyer, L’alternativa Oppenheimer, traduzione di Nicola Fantini, Mondadori (Urania), Milano 2022, pp. 458, euro 9,90]


Alberto Moreni - curatore di questa scheda - è stato insegnante e preside in varie scuole della Lombardia. Vive ora a Firenze.

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1 Leó Szilárd (con Edward Teller e John von Neumann è uno dei fisici di origine ebreo-ungherese coinvolti nel progetto Manhattan che ritroviamo più volte nel romanzo)

2 “Di certo [Oppenheimer] non sopportava gli stupidi… e di questi ce n’erano parecchi. Lui sapeva essere molto duro, e lo era particolarmente con le persone d’alto rango che considerava stupide.” Hans Bethe (p. 299)

3 Tre sono di autori italiani: Laura Fermi, Gino Segrè, Carlo Rovelli

4 “Ma il sanscrito – la Gita – era la lingua delle connessioni profonde, e le sue parole, quelle parole terribili e portentose, esplosero nella sua coscienza mentre il maelstrom torreggiante continuava a intorbidire il cielo. Adesso io sono diventato la Morte, il distruttore di mondi. (p. 118) / “non riusciva a pensare che alla stessa cosa che lo aveva assillato prima che venisse sganciata la bomba su Hiroshima: Tutta quella povera gente.” (p. 123) / “Dopo aver visto le foto di Hiroshima, [Oppenheimer] era dell’idea che Los Alamos, l’unico ed eccezionale laboratorio che aveva creato, dovesse scomparire.” Edward Teller (p. 174)

5 Il termine serendipità (serendipity) è associato a un interessante aspetto della ricerca scientifica: il modo pressoché casuale in cui si producono alcune importanti scoperte, col trovare qualcosa di imprevisto mentre si stava cercando altro. Si veda in proposito Telmo Pievani Serendipità. L’inatteso nella scienza, Raffaello Cortina Editore 2021

6 [Al di là del toccante dramma umano, questo romanzo è un'esplorazione del ruolo della scienza nella storia e nella vita pubblica]

7 [Il finale è straordinario e ti fa credere che l'umanità abbia davvero il potere di risolvere problemi che sembrano irrisolvibili]

8 [Probabilmente il miglior romanzo che Sawyer abbia mai scritto e sicuramente uno dei migliori romanzi che io abbia mai letto]

9 [Mo-nu-men-ta-le! […] Rimango sbalordito dalla qualità, dall'audacia e dal modo in cui generi e sottogeneri sono stati sapientemente mescolati […] Chi sia interessato alla storia della creazione e poi del controllo delle armi atomiche, alla storia dei grandi fisici del 20° secolo, ad alcuni dei grandi temi sociali degli anni '30 e '60, e ami una mescolanza di romanzo storico, fantascienza e storia alternativa di altissimo livello, non si perda questo romanzo]

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